gli applausi a teatro, il rumore della pioggia sul tettuccio della macchina, il viaggio, i cieli azzurri e le nuvole dalla forma strana, l'odore dei colori ad olio, le macchine fotografiche, leggere il giornale davanti ad un caffè, le mongolfiere, le cartine geografiche, camminare a piedi nudi sull'erba, essere baciate insistentemente, le belle sorprese, le lettere, gli ombrelli colorati, le orchidee, dormire in due, sentire che tutto andrà bene. E molte altre cose.
A noi non piace affatto
sentirci deboli, piangere davanti a qualcuno, avere paura, le melanzane, i cattivi pensieri, i capelli che si arruffano, dormire da sole, le persone maleducate, avere i piedini bagnati, le brutte sorprese, ripetere lo stesso errore due volte, comportarci da stupide, gli addii, le nostre insicurezze, sentire che tutto andrà male.
Bologna, ti chiedo scusa.
Prima di partire ero un pò nervosetta, magari avevo persino la suina, mi ero arrabbiata e per un paio di giorni mi sei stata proprio sul cazzo, ma ti voglio bene, sei una città graziosa, e non è colpa tua se non hai un bar decente, e se la gente è brutta, e se quei quattro canali che avevi te li hanno sotterrati.
Facciamo così: tu mi perdoni se sono stata ingrata, e io ti perdono se sei fatta male.
Mi pare un buon accordo e fossi in te lo accetterei.
Ma se soltanto le giornate olandesi non fossero volate a quella maniera!
I giorni sono passati assurdamente veloci, come se uno stramaledettissimo gnomo tenesse il suo dannato gnomo-dito premuto sul pulsante fast forward, ed io non potessi farci nulla.
Dipende dalla felicità, immagino, dalla voglia di non tornare che avvicina il ritorno, e credo anche da certi sonnellini di sedici ore, sì. Incontrarsi alla stazione di Amsterdam, trovarti mentre fumi una sigaretta e tieni in mano tanti tulipani bianchi.
Abitare una casa di legno di un tale di nome Hans, cucinare la pizza e fare suonare l'allarme, svegliarsi alienatissimi e sorprendersi di dove ci si trova, del bel soffitto a travi bianche, del lettone con il piumone blu, di essere insieme.
E poi girare sempre in bicicletta e amare la nebbia densa della sera, le foglie gialle nell'acqua, i caffè meravigliosi, i mulini a vento, il micio di Latei...