gli applausi a teatro, il rumore della pioggia sul tettuccio della macchina, il viaggio, i cieli azzurri e le nuvole dalla forma strana, l'odore dei colori ad olio, le macchine fotografiche, leggere il giornale davanti ad un caffè, le mongolfiere, le cartine geografiche, camminare a piedi nudi sull'erba, essere baciate insistentemente, le belle sorprese, le lettere, gli ombrelli colorati, le orchidee, dormire in due, sentire che tutto andrà bene. E molte altre cose.
A noi non piace affatto
sentirci deboli, piangere davanti a qualcuno, avere paura, le melanzane, i cattivi pensieri, i capelli che si arruffano, dormire da sole, le persone maleducate, avere i piedini bagnati, le brutte sorprese, ripetere lo stesso errore due volte, comportarci da stupide, gli addii, le nostre insicurezze, sentire che tutto andrà male.
Stavo sognando di averti raggiunto in Francia, in una casa dove abitavi con dei tizi dalla gran cartola da ingegneri scemi, e non so per quale motivo ma io e te ci mettevamo a parlare su skype da una stanza all'altra, ed eravamo terribilmente felici di questa idea rivoluzionaria.
Poi io mi addormentavo, e al risveglio trovavo un tuo biglietto dove mi dicevi di raggiungerti in un posto misterioso, da indovinare tramite qualche fotografia.
Capivo subito che l'appuntamento era in un teatro, dove in quei giorni veniva rappresentato uno spettacolo pieno di fasti e velluti... mi mettevo a correre, ridendo, per raggiungerti, e a quel punto è suonato il telefono, è suonato il mondo reale, e meraviglia delle meraviglie eri tu! Per davvero! Con tutti i tuoi racconti di lussuosi hotel koreani, di hall piene di servitù (cielo!), e di carta igienica il cui fondo è piegato a origami.
Che bello sentirti. Che voglia di vederti...ma oggi è soltanto sabato, e quindi, da brava, vedrò di non pensare ai nostri sabati, che altrimenti mi rattristo.
Penserò a sabato prossimo, quando ci sveglieremo nella casa di legno.