gli applausi a teatro, il rumore della pioggia sul tettuccio della macchina, il viaggio, i cieli azzurri e le nuvole dalla forma strana, l'odore dei colori ad olio, le macchine fotografiche, leggere il giornale davanti ad un caffè, le mongolfiere, le cartine geografiche, camminare a piedi nudi sull'erba, essere baciate insistentemente, le belle sorprese, le lettere, gli ombrelli colorati, le orchidee, dormire in due, sentire che tutto andrà bene. E molte altre cose.
A noi non piace affatto
sentirci deboli, piangere davanti a qualcuno, avere paura, le melanzane, i cattivi pensieri, i capelli che si arruffano, dormire da sole, le persone maleducate, avere i piedini bagnati, le brutte sorprese, ripetere lo stesso errore due volte, comportarci da stupide, gli addii, le nostre insicurezze, sentire che tutto andrà male.
Io l'ho capito che gli occhiali da nerd che ti danno al cinema quando vai a vedere Up, non servono mica per la visione in 3D del film. Nossignore. Servono per evitare di ridicolizzarsi davanti a tutti piangendo con tanto di singhiozzini, dall'inizio alla fine, senza ritegno. Perchè quello è un dannatissimo capolavoro, e ti fa piangere di tristezza e di felicità allo stesso scemissimo modo.
Una storia talmente nostra da farmi sotterrare lentamente nella poltrona, con le calzette di cachemire allungate su di te, e talmente tante lacrime da impedirmi di vedere qualcosa.
Però che bello, che meraviglia: i palloncini colorati, i giochi con le nuvole, i viaggi...
La malinconia dolcissima della mancanza, la vecchiaia con l'agrodolce dei suoi ricordi. Esci e il mondo ti appare incomprensibile: tu sei così felice. Guardi il carroatrezzi e non capisci. Dentro di te, hai soltanto voglia di sogni e di poesia. Dai la buonanotte a chi ami, ed entrambi avete gli occhi lucidi che ridono.
Dio benedica la Pixar.