Utente: elisina
Elisa, qui e là.

A noi piace

gli applausi a teatro, il rumore della pioggia sul tettuccio della macchina, il viaggio, i cieli azzurri e le nuvole dalla forma strana, l'odore dei colori ad olio, le macchine fotografiche, leggere il giornale davanti ad un caffè, le mongolfiere, le cartine geografiche, camminare a piedi nudi sull'erba, essere baciate insistentemente, le belle sorprese, le lettere, gli ombrelli colorati, le orchidee, dormire in due, sentire che tutto andrà bene. E molte altre cose.

A noi non piace affatto

sentirci deboli, piangere davanti a qualcuno, avere paura, le melanzane, i cattivi pensieri, i capelli che si arruffano, dormire da sole, le persone maleducate, avere i piedini bagnati, le brutte sorprese, ripetere lo stesso errore due volte, comportarci da stupide, gli addii, le nostre insicurezze, sentire che tutto andrà male.

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Home » Dicembre 2008
sabato, 27 dicembre 2008

Jaro v prosinci

Dubček è morto a Praga il 7 novembre del millenovecentonovantadue, ma è stato seppellito a Bratislava, capitale dell'attuale Slovacchia. E' nato in uno stato unito ma schiavo, ed è morto in uno paese diviso ma libero. Non ne era contento, ma la Storia sa essere crudele.
il suo busto, adagiato in una zona nascosta del giardino della facoltà di Scienze Politiche, è stato per anni luogo di un mio continuo e devoto pellegrinaggio (pellegrinaggio assai corto, considerato che dista sì e no cento metri dall'aula studio del dipartimento, ma pur sempre di devoto pellegrinaggio si tratta).
La Primavera di Praga fu un momento di gloria per l'umanità, e a me piacerebbe scovarne l'anima tra i vicoli della città, anche se so che arrivo abbastanza in ritardo.
Il pensiero di un treno che attraversa l'Austria e la Boemia, e giunge a Praga dopo tantissime ore, mi ridà il senso delle distanza e probabilmente mi restituisce il concetto stesso di viaggio.
La Lomo, che d'altronde ha più di vent'anni, è stata sottoposta a rigoroso collaudo, per altro brillantemente superato.
Non che io mi ci affidi particolarmente, ma La Signorina Sovietica, quando si va ad Est è sempre felice, non posso mica lasciarla a casa.
Si parte domani sera.
Quanto ne ho voglia...


14:55 | link | commenti (3)
mercoledì, 24 dicembre 2008

un briciolino

IMG_6555

Forse il Natale sembra davvero Natale soltanto quando sei bambino.
E magari può somigliarvi molto se devi occuparti di far rivivere quell'atmosfera apposta per degli infanti piccolissimi che ancora ci credono.
Senza mocciosi è solo un'occasione per riunire tutti, e mangiare cose buone, e sentirsi circondati da una famiglia che ci ama e che si è occupata di cercare un regalo che potesse piacerci, di impacchettarlo, di metterci un fiocco il più possibile in tinta con la carta.
E scritto così suona come una cosa da niente, o come un concetto malinconico, ma non volevo dire questo.
So che un giorno rimpiangerò la serenità semplice di tutto ciò, e voglio davvero capirla e apprezzarla, al di là del fatto che se non ci si lamenta un pò del natale non si è chic.

Questo è il settimo dicembre di questo blog, è stato un anno assolutamente miracoloso, e forse non dovrei chiedere un bel niente.
Caro Babbo Natale, se soltanto, stanotte, tu mi rendessi un briciolino più forte....

18:33 | link | commenti
martedì, 23 dicembre 2008

piante parlanti e momenti di estasi

IMG_6507Una bella serata, un sonno quasi sommerso, e stamattina, con ancora addosso il pigiama, il giornale ed una spremuta d'arancia... What a paradise!
Tra i sogni di questa notte vorrei annoverare quello in cui la pianta vinta questa estate alla pesca della Festa dell'Unità, tale Tronchetto della Felicità, si lagnava di non ricevere acqua da giorni e giorni. Diceva proprio: "ma non ti vergogni? Ho sete!"
Appena sveglia, memore delle visioni notturne, sono corsa a verificare tastando con fare scientifico il terriccio del vegetale, e ho trovato un deserto spaventoso.
Poverina, me l'ero scordata, e tutto a causa di una chiccosissima e immensa orchidea dono di laurea di una zia. Sono cose che non si fanno...

Sono in vacanza da almeno una settimana, e a parte studiacchiare e giocare alla fotografa in giro per la città, non ho nessunissimo impegno. Ieri, intorno all'ora di pranzo, mi sono andata a sedere sul muretto che circonda il sagrato di San Michele in Bosco, ho un pò scritto, un pò pensato, un pò non pensato affatto.
Si stava bene, anzi, si stava benissimo, con il sole in faccia e il cuore allegro.
L'arrivo dell'autobus sul piazzale scandiva i dieci minuti;  nessuno scendeva, nessuno saliva, e la balena arancione girava su sè stessa tornando da dove veniva.
E' stato uno di quegli inspiegabili momenti di pace assoluta.

E l'altra notte, in pieno dicembre e in piena autostrada, una stella cadente ha tagliato a metà il cielo.
12:00 | link | commenti (1)
venerdì, 19 dicembre 2008

Il rumore stridulo di una tromba mal suonata sale dalla strada fino alla mia finestra. E' il musicista slavo, che passa una mattina ogni tanto, e che suona suona suona fino a che qualcuno, stremato, non si affaccia a lanciargli qualche moneta.
E' venerdì diciannove dicembre duemilaotto, e mentre mezza italia è sotto inchiesta e l'altra metà ha la nausea,
io, personalmente, leggo il giornale in tarda mattina e lo faccio con spirito leggero poichè non mi sorprendo di niente.
Ho voglia di cose belle, di passeggiate a cavallo, di teatri, di partenze, di film che commuovono, di fotografie di posti lontanissimi o vicinissimi, di regali di natale da niente impacchettati come un gioiello della corona.
Ho iniziato a leggere Raymond Queneau.
11:52 | link | commenti (1)
mercoledì, 17 dicembre 2008

1998 le Canard enchaîné

Mi sono tornate in mente, ma non so perchè, le mattine d'inverno in cui scappavo da scuola e andavo a rifugiarmi nella biblioteca di Villa Spada. E mi è tornato in mente il piacere assoluto di nascondermi tra gli scaffali pieni di vecchie riviste catalogate e inumidite dal tempo, indisturbata e vogliosa di sonno.
Andavo alla lettera F, facevo scorrere le dita sulla fila delle copie di Frigidaire, e dopo averne scelta una senza alcuna logica, mi sedevo per terra, la schiena appoggiata alla libreria, e con addosso la sensazione inspiegabile ma bellissima di stare frugando in un qualche pericoloso tesoro, mi annegavo tra i fumetti di Andrea Pazienza, gli articoli, e le storie, già allora vecchie di anche dieci anni ma ancora così scandalosamente rivoluzionarie...
13:29 | link | commenti (1)
lunedì, 15 dicembre 2008

le palline rosse in mezzo al blu

Tra carabinieri che urlano al megafono "Andate via!", concerti deliziosi e scorribande in cerca di palline di natale e gazzosa, è arrivato il quindici dicembre: hai un esame, oggi pomeriggio, Elisa.

E mentre prendo atto di questo fatto, guardo il mio albero luccicante, e guardo il mondo dietro la finestra alla sue spalle.
Sono allegra stamattina, anche se ho l'impressione che non smetterà mai di piovere e che non comincerà mai a nevicare.

Ho fatto un sogno lungo e complicatissimo, e in questo sogno passavo la notte su una barca immensa, dove tutti ballavano e festeggiavano. Cercavo qualcuno, verso le cinque del mattino, ma non lo trovavo.
Una donna bruciava, mentre i vigili del fuoco e i medici la coprivano e cercavano di spegnere le fiamme, tutti la guardavamo con pietà, ma la cosa sembrava quasi accettabile e si finiva per continuare a ballare e ballare...
Forse leggere Sartre prima di addormentarsi mette troppo in subbuglio.

Se fosse sempre domenica pomeriggio, sarebbe proprio magnifico.
O al limite dovrebbe essere sempre il giorno prima di una qualche partenza, di una qualche partenza per un qualsiasi luogo.
Ancor meglio se il luogo non lo conosci, ancor meglio se sai che in ogni caso sarai felice.




12:01 | link | commenti (3)
domenica, 07 dicembre 2008

concerto bellissimo, ma il dj che mette the boy with the arab strap mentre uno va in bagno è uno stronzo

18:45 | link | commenti (2)
venerdì, 05 dicembre 2008

E' arrivato un pacchetto dagli States, e io l'ho tirato fuori dalla buchetta palpeggiandolo per capire se fosse quella cosa. Lo era. Sorriso.

(scrivo qui, come surrogato di altro, scrivo qui, ma non mi piace più.
Scrivo male, come è ben visibile, e senza un filo che tenga unite le frasi, ma tanto questo blog non lo prendo più in considerazione nemmeno io, e allora è sempre lo stesso discorso)

Ho quasi finito Altà fedeltà, e ogni volta che lo apro le righe che Giacomo ha scritto all'interno apposta per me mi fanno sorridere. Tutti questi anni di continui Ctrl-Alt-Canc hanno lasciato intatto solo quello che contava.

Intanto metto in salvo lettere che sono il condensato di qualcosa che uno può cercare per una vita e non trovare, le metto in salvo una per volta senza leggerle troppo, e poi asciugo la cagnetta brutta con il phon e lei mi lecca per ringraziarmi. Fa odore di cagnetta bagnata, cioè fa un pò schifo, ma io la amo lo stesso.

Fuori piove, inutilmente aggiungo, e io penso a quegli attimi bellissimi in cui ci si sbircia seduti davanti ad un bicchiere di vino bianco, ed è palpabile il fatto di piacersi, ed è palpabile il fatto di essere felici.
11:37 | link | commenti (2)
giovedì, 04 dicembre 2008

mettendo in salvo un tesoro

"...Ma cosa ti ho dato, poi? Solo parole, e cosa possono le parole.
Probabilmente talvolta possono.
E forse ci sono dei momenti di grazia in cui il cielo si apre anche sulla terra"

"..Nelle tenere notti di primavera starò in giardino sotto le stelle -
Qualcosa di buono continuerà a venire fuori da tutte le cose -
E sarà eterno e dorato proprio così - Non c'è bisogno di aggiungere altro."
18:48 | link | commenti (1)
martedì, 02 dicembre 2008

Sono stata alla mia vecchia facoltà a prendere un libro in una biblioteca ma lo sapevo che non dovevo farlo.

-Ciao!
-Ciao Non-ho-la-più-pallida-idea-di-come-ti-chiami-ma-ricordo-soltanto-che-devo-evitarti-come-la-peste...
-Come va?
-Bene dai...tu? (domanda di cortesia che richiederebbe una risposta sintetica e possibilmente falsa)
-Ah io bene, sono stato in Erasmus a Bilbao, una cosa bellissima, ho dato tutti gli esami che mi restavano che là erano facilissimi (ma va?) però adesso ho un pò di casini perchè quella stronza di economia non vuole riconoscermelo, perchè dice che Economia dello sviluppo non è la stessa cosa di economia internazionale (GODO), però vabbè, sono andato da tizio e caio che mi hanno assicurato che sistemano tutto....bla bla bla......ma comunque volevo dirti, tu a Natale sei qua?

...cerco di capire dove sta il tranello, sembra una domanda innocente, ma ho pochi secondi di tempo. E mentre mi torna in mente perchè il mio cervello me lo indicava come soggetto da evitare come la peste, debolmente rispondo: beh, sì...

-Dai BENISSIMO, allora mi dai il tuo numero così ti chiamo e ci prendiamo un caffè...poi se ti va mi dai la tua email così ti mando il pdf della mia tesi che mi dai un parere!

(wow...)

Segue, per n-esima volta la consegna di un numero sbagliato.
Ora ricordo TUTTO.
14:02 | link | commenti (5)
lunedì, 01 dicembre 2008

cucina indiana, arcobaleni in cielo, e caffè

Mi sono fatta il caffè solo per vezzo, mica perchè mi andasse veramente.
E così, davanti a questo caffè che non sto bevendo, fatto con una macchinetta di gran moda, guardo soddisfatta mio nuovo libretto universitario, con il mio nuovo numero di matricola, e adornato da una foto in cui sorrido appena e sono quasi carina.
Il cielo, che poco fa era azzurro, si è fatto di nuovo grigio e ha ricominciato a buttare giù acqua. Ma la pioggia mi sta simpatica, mi sta simpatica di brutto, perchè mi ricorda quella che tintinnava l'altra sera sull'auto mentre io dicevo scemate, e quella che cadeva a fiotti ieri mentre in motorino attraversavo la città stretta ad una schiena che amo.
E ieri sera, dopo questo tour della città sotto il diluvio, sono entrata in casa sgocciolando in qua e in là, e mi sono svestita quasi interamente saltellando tra la porta d'ingresso e la mia camera, e ridevo contenta, mentre la cagnetta ridacchiava anch'essa, festosa e felice di non si sa cosa.
14:44 | link | commenti (2)

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