

Ci sarà un giorno in cui qualcuno mi spiegherà perchè dobbiamo continuare a sobbarcarci i costi esagerati di una compagnia aerea, ma non solo, che ha le tariffe più indecenti sul mercato, e i cui manager hanno beneficiato di stipendi milionari per il grande merito di averla mantenuta in perdita costante, e i cui dipendenti sono stati per decenni vezzeggiati e coccolati e viziati con una marea di benefit e privilegi a dispetto del disastro economico in cui l'azienda era incastrata.
A parte questa domanda cruciale, che non mi dà pace, questa mattina aprendo gli occhi mi sono trovata sulla testa il soffitto azzurro. In quel momento mi sono ricordata in che senso i dettagli possano fare la differenza.
Non finirò mai di stupirmi di quanto possa essere cafona la gente, dovrei scrivere un libro sulla clientela di un negozio per adolescenti chic. Stanotte ho sognato un sacco di cose, pensieri così così alimentati dalla febbre, e ho sognato anche Bettinelli, che però, nonostante tutto, rideva.
E adesso ho un raffreddore scandaloso, vorrei nascondermi sotto al piumone per un sacco di tempo.

Bologna è una melassa bollente, ed io compio ventiquattro anni.
Cristina è arrivata al lavoro canticchiandomi buon compleanno e tenendo tra le mani un pasticcino con sopra una candelina, una candelina rosa, tutta per me. E mi fa ridere e mi fa contenta pensare a lei che cammina per la piazza con una torta minuscola e una candela accesa.
E qualcuno ti scioglie i capelli per mostrarti il tuo regalo e tu pensi che non c'era alcun bisogno di un regalo, perchè questo intero periodo era già un regalo gigantesco.
Vorrei tanto, soltanto, che le cose continuassero ad essere così luminose come sono ora.