



Mi sono svegliata e guardando fuori ho capito perchè avevo dormito bene. Diluvia.
Stare in mezzo a quelle colline verdi, coltivate a vigna, dove hanno vissuto i miei bisnonni, e dove le loro case sono ancora li' in piedi o in rovina, mi ha impressionata molto. E' uno spaccato della mia famiglia che posso solo farmi raccontare ma che eppure mi sembra d'amare moltissimo.Ieri, dopo un pomeriggio col ricciolino, sono andata in centro e ho parcheggiato il motorino sotto le due torri all'incrocio fra san vitale e via zamboni. Ho gettato un sguardo veloce all'insu', da un'angolatura che fa sembrare le torri ancora piu' inclinate, il chè m'è bastato a constatare sintenticamente che questa città è davvero tutta la mia vita, come se nessuno avesse mai staccato il cordone ombelicale. Presa via Zamboni ho camminato fino alle Scuderie dove avevo appuntamento con Sara e Claudia, e da li' ci siamo infilate per l'aperitivo al Ristoro delle Fate. Il cocktail che ho preso con arancia, pompelmo e granatina sapeva già d'estate e m'è venuto da sorridere felice, e poi è stata una bella serata.
Per il resto questo marzo prematuro sta passando tra affascinanti lezioni di Panebianco su Tucidide ed altre scabrose di statistica, i pomeriggi sono molto veloci, troppo freddi e troppo corti per i miei gusti, e le serate me le passerei tutte sotto al plaid con la Polpetta, ma è un buon momento.