
Ho fatto fughino da statistica come una scolaretta svogliata, ma non me ne vergogno. Intanto piove senza convinzione ma con solida pazienza da giorni e giorni, ed è anche tornato freddo. Con questo cielo grigio e la gocce che segnano le finestre sto bene, ma darei qualsiasi cosa per essere nel mio letto con addosso la trapunta azzurra a farmi caldo, e la Polpetta arrotolata affianco come un micio. Mi crogiolerei nel suo ronfare ripetitivo, nei suoi fischietti e borbottii ormai tanto amati e poi guarderei fuori diventare buio e mi sentirei davvero a posto col mondo.
E invece sto sotto queste luci al neon della biblioteca, con i brividi che salgono su il collo e il mal di stomaco. Uffi.
Il polverone che si è sparso per il mondo sulla questione delle vignette in cui è rappresentato Maometto mi inquieta parecchio.
Non so voi, ma io se trovo qualcosa che mi offende su un giornale apro outlook e scrivo una bella email al direttore palesando il mio malumore, non è che assalto la redazione con un kalashnikov.