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èssì. Questa mattina ci siamo trovati in facoltà io, la Silvia e Luis, ed era giornata di lauree. Guardavo le facce dei neo dottori e mi sono parsi molto vecchi, come a dire che ne passeranno di millenni prima di essere al loro posto. Invece la Silvietta è al traguardo, e fra un battito di ciglia lascerà
palazzo Hercolani, il Caffè dei Servi e l'amato busto marmoreo di Dubcek che fa bella presenza nel giardino decadentista. Stamattina insomma si parlava di lauree, tesi, e robacce varie, mentre Luis sorseggiava un frizzantino alle undici anti meridie e io morivo di invidia guardando i neo laureati al decimo anno fuori corso. Ora sono in biblioteca col bellino, penso a quale tinta per capelli comprare ed evito accuratamente di aprire il manuale di sistemi politici.
Il mio oroscopo su Vanity fair annuncia meraviglie, ma sono sospettosa. Se quel parziale non viene spostato sono morta, kaputt, e per il mio futuro potrò giusto sperare di fare carriera nel mondo dei dog sitter o delle commesse di Stefanel. Potrei persino costringere la Polpetta a fare il cane da elemosina affittandola ai clochard. E sarà tutta colpa degli aspiranti bolscevichi radical chic che hanno indetto un rave party dentro la mia facoltà! Vergogna!
Fra sette giorni ho un parziale MALEDETTO e nessuno mi ha ancora spiegato un bel niente, e le lezioni non ci sono perchè un gruppo di deficienti ritardati ha ancora voglia di adolescenza e OKKUPA la facoltà. Ma io dico: ma si puo' bloccare un servizio che tu hai ampiamente pagato (1200 euro all'anno) per protestare? Geniale. Cioè, non mi pare che l'università sia obbligatoria, per cui se uno ha una voglia matta di non fare nulla puo' starsene a casa a giocare con la plèistescion. IO HO BISOGNO DI SAPERE perchè in Francia ci sono stati 11 governi in 3 anni e mezzo!!!!! Sto impazzendo su quel libro e nessuno mi spiegherà niente per colpa di quel branco di caproni. Era bello al liceo passare un mese svaccati in palestra, tra film generazionali, musica hip hop e gli strilli insopportabili dei rappresentanti d'istituto, ma signori: ora abbiamo quasi trentanni.
La giornata è iniziata splendidamente con un incredibile 28 in sistemi politici europei, e non si è ancora guastata. Ho preso un caffè al bar con la Sara e la Claudia, poi sono venuta in biblioteca con il ricciolino a studiare e fuori dalla finestra c'è un sole stupendo che batte sulle foglie ingiallite degli alberi. I prossimi dieci giorni dovrò praticamente VIVERE sulla storia politica francese, odiosa e difficile, ma non mi va di pensarci. Da domattina mi metto in riga.
L'autunno è il mio momento di grazia, mi pare che qualsiasi angolo di Bologna mi sorrida e tutto procede bene e magari dovrei sfruttare la buona sorte giocando al lotto. Però potrebbe essere anche una casuale infilata di faccende ben riuscite senza capo ne coda, insomma scoordinate.
Sono brava buona e gentile, ho sparecchiato, lavato i dentini 3 volte al giorno, comprato scatolette per il canile, e persino regalato i miei meravigliosi riassunti di diritto pubblico. Quindi per favore: che tutto continui cosi.
Forse il mio dente del giudizio ha capito. Forse ha capito che non c'era verso di starci e ha rinunciato, ha desistito per sempre dal disturbarmi, sarebbe proprio bellissimo... E' una splendida mattina di sole, ma fredda, e io sto qui al computer della mia amata aula studio con vetrata sulla solita fontana decadentista e sento i brividi lungo la schiena fino alle guance.
Il ricciolino si è tagliato i capelli, non è piu ricciolino ma sta benissimo, è come quando l'ho visto la prima volta e aveva la faccia scontrosa. Ieri sera siamo stati un po' insieme, poi mi sono sentita terribilmente stanca e sono tornata verso casa. Ho visto il campo da baseball illuminato a giorno, con migliaia di macchine parcheggiate ovunque, e non so perchè ma ho avuto voglia di fermarmi. Sono salita in tribuna e ci ho messo un po' a capire da che parte mettermi. Credo fosse la finale scudetto, stavamo vincendo e la gente gridava fortissimo, e io mi sono sentita terribilmente felice, li' da sola in mezzo a migliaia di inferociti tifosi in blu. Il lanciatore ha eliminato l'ultimo battitore e la gente è saltata su contro i parapetti e io sono andata via contenta mentre scoppiettavano fuochi d'artificio e pareva di essere dentro un telefilm americano del tardo pomeriggio. E' stata una cosa buffa per finire la serata, e poi mi sono addormentata presto.
Nessun'altra novità, solo studio e sole.
Ho passato gli ultimi giorni a studiare come una scema per il parziale di sistemi politici europei che ho dato questa mattina. Non so i risultati ma mi pare sia andato bene ed è una bella sensazione. Lo studio a volte mi pare d'amarlo infinitamente, altre volte no. Mi piace andare in biblioteca con tutti i miei evidenziatori profumati che Luis deride, e vedere che le pagine diminuiscono, QUANDO diminuiscono. E poi forse fra non molto riavro' internet a casa, o forse no. Mi sono abituata a passare davanti al Mac e non notarlo nemmeno, e non soffro, ma pero' molte volte avrei da scrivere qualcosa qui sopra e non posso, e allora mi dico che lo scriverò dall'università ma passato il momento non avrebbe piu senso farlo e cosi un sacco di pensieri si perdono nel nulla. Qualcuno dirà che non è un gran male, ma a me dispiace.
Ho appena preso il caffè col ricciolino nel bar qui di fronte, ed è una buona giornata. Ho un dentino del giudizio che si è convinto di voler crescere, chissà perchè, e spinge spinge spinge, ottusamente. Spero desista, si convinca che non ci sta, che non c'è spazio, che non c'è maturazione alcuna che giustifichi la sua presenza.